Le attività del 2007

 

7 gennaio 2007: Collaborazione con il “Gruppo Sportivo Marsica” per la “Marcialonga della Befana”.

13 gennaio: partecipazione alla cerimonia del 92° anniversario del terremoto

5 febbraio: 8a gara di bocce presso i campi del Circolo “San Francesco”.
1^ coppia premiata: S.Tenente Carmelo Rizzone e A.U. Giovanni Fattoretti
2^ coppia premiata: A.U. Ilario Branciaroni e A.U. Velia Panei
3^ coppia premiata: Colonnello Ugo Scorretti e A.U. Annita Seccati

12 e 13 febbraio: 8° Torneo di briscola, scopone, dama e scacchi presso il ristorante “Golden Park” –
Gara di briscola:
1^ coppia premiata: A.U. Renato Renier e A.U. Fernando Ficorilli
2^ coppia premiata: 1° Capitano dante Angeloni e A.U. Annita Seccati
3^ coppia premiata: S.Tenente Carmine Cesta e sig.ra Enrica Fracassi
4^ coppia premiata: Tenente Roberto Agostinone e A.U. Renato Salvatori
Gara di scopone:
1^ coppia premiata: A.U. Cirillo Tatangelo e sig.ra Paola Renier
2^ coppia premiata: S.Tenente Umberto Rossetti e A.U. Mario Ippoliti
3^ coppia premiata: A.U. Bianco Fracassi e sig.ra Titina Galante
4^ coppia premiata: S.Tenente Carmine Cesta e sig.ra Enrica Fracassi
Gara di scacchi:
1° premio: A.U. Mario Ippoliti
2° premio: S.Tenente Carmine Cesta
Gara di dama:
1° premio: S.Tenente Carmine Cesta
2° premio: Capitano Floriano Maddalena
3° premio: sig.ra Paola Renier


martedì 20 febbraio: “FESTA DI CARNEVALE DELL’ UNUCI” presso il ristorante “Golden Park” dei Tenenti Stefano e Massimiliano De Gasperis. Cena sociale accompagnata dalla musica perché si possa passare il tempo in allegria e con il ballo.

25 aprile: cerimonia commemorativa della “Liberazione”

28, 29 e 30 aprile – 1 maggio: Gita socio-culturale per il Friuli Venezia Giulia.
Incontro con il presidente dell’Associazione Abruzzese e Molisana del Friuli Colonnello Roberto Faticati - visita guidata della città di Trieste (in particolare il Castello di Diramare e la Cattedrale di S. Giusto) - deposizione corona di alloro nel Sacrario di Redipuglia - partecipazione alla S. Messa nella cappella del Sacrario - visita del museo accanto alla cappella - visita guidata dei camminamenti in trincea nelle doline di Monte San Michele – concerto organizzato dall’Associazione degli Abruzzesi e Molisani presso il Circolo Ufficiali di Presidio di Trieste (Orchestra da Camera “Benedetto Marcello” – soprano: Barbara Vignudelli – direttore: Daniele Agiman). A salutare la Sezione UNUCI marsicana si è adoperato il presidente dell’Associazione triestina Gen. Br. Gianfranco Bellante - Visita del museo della 3^ Armata - visita della città di Gorizia e della stazione transalpina, ove il confine di Stato tra Italia e la Slovenia passa all’interno della città – nell’aeroporto militare di Rivolto osservazione dell’ esibizione della Pattuglia Acrobatica Nazionale (incontro con il Capitano Elena Chichiarelli in servizio nella base aeroportuale, di origine avezzanese) - incontro con il presidente della Sezione di Trieste Gen. Br. Paolo Scocca - visita guidata della Basilica Patriarcale di Aquileia. Ad accompagnare costantemente la comitiva il Generale Br. Evangelista De Bernardinis.


Giovedì 10 maggio: conferenza sul tema: “L’Italia nella stabilizzazione delle aree di crisi internazionale – Le missioni di pace” tenuta, nell’auditorio dell’Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo, dal Tenente Giuseppe Genovesi del 9° Reggimento Alpini di L’Aquila.

2 giugno: commemorazione del 61° anniversario della proclamazione della Repubblica

domenica 3 giugno (ore 10), nel Castello “Orsini”, premiazione relativa al “6° Concorso per gli alunni delle scuole elementari della Marsica dedicato alla memoria dei direttori didattici "Ten.Colonnello prof. Agostino Persia" e “S.Tenente prof. Giovanni Cianciusi". Un congruo numero di elaborati sarà esposto in una mostra allestita nella Scuola Elelemntare “Giovanni XXIII” (Via delle Industrie – Avezzano) dal 25 maggio all’ 11 giugno.
Presenti alla cerimonia: il Presidente della Sezione UNUCI di Avezzano: Capitano Floriano Maddalena, i componenti della giuria, il Presidente Nazionale UNUCI Generale C.A. Giuseppe Richero, il Presidente Nazionale ASSOARMA Generale C.A. Giuseppe Calamani, il sindaco di Avezzano Capitano Medico dott. Antonio Floris e in rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale il capitano Gregorio Toccarelli.

Temi proposti:

“Dalle più grandi città ai più piccoli paesi non vi è Comune d’Italia che non abbia eretto un monumento ai Caduti in guerra. Dopo aver espresso alcune tue considerazioni sulle funeste conseguenze della guerra, esponi i motivi che hanno suggerito la realizzazione di tali Monumenti e le espressioni che provi ogniqualvolta ti sei fermato davanti alle lapidi che riportano i nomi dei militari italiani deceduti in combattimento”

“Riferite quanto sapete sull’inquinamento atmosferico ed esponete come tutti possiamo contribuire al risanamento dell’ambiente in cui viviamo”.

Hanno partecipato al concorso:

Scuola Primaria "G. Mazzini" di Avezzano - Scuola Primaria "C. Collodi" di Avezzano - Scuola Primaria di Caruscino di AVEZZANO - Scuola Primaria "Giovanni XXIII" di Avezzano
Scuola Primaria "Don Bosco" di Avezzano - Scuola Primaria dell’ Istituto “Sacro Cuore di Gesù” di Avezzano - Scuola Primaria "R. Ripandelli" di Civitella Roveto - Scuola Primaria di Pero dei Santi di Civita d’Antino - Scuola Primaria “Ten. Prof. Luigi Marini” di Celano - Istituto Comprensivo di Gioia dei Marsi - Istituto Comprensivo di Luco dei Marsi

Giuria:

PRESIDENTE:
Capitano prof. Riccardo Stornelli preside a riposo – combattente nella 2ì Guerra Mondiale;

PROVE SCRITTE:

Ins.te Rossana CHERUBINI NISSI - insegnante a riposo;

Prof. Renato CONTESTABILE - docente nel Liceo Classico di Avezzano;

Tenente prof. Mario DI BERARDINO - docente in pensione;

Sig.ra Mafalda MESSORI ROSSETTI – docente in pensione

Prof. Pietro SMARRELLI - docente in pensione;

Prof. Cirillo TATANGELO - docente a riposo.


PROVE FIGURATIVE:

Prof. Giuseppe CIPOLLONE - insegnante di disegno nell' Istituto Statale d' Arte di Avezzano;

Ten. Gustavo IATOSTI - insegnante a riposo;

S.Ten. geom. Pietro PERNARELLA - pittore;

Col. dott. Ugo SCORRETTI – Vicepresidente di Sezione

Patrocinio:
Città di Avezzano – Regione Abruzzo – Provincia di L’Aquila – Ufficio Scolastico Provinciale

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DAI LAVORI PREMIATI (temi):

1° Premio


"Dalle più grandi città ai più piccoli paesi non vi è Comune d'Italia che non abbia eretto un monumento ai caduti in guerra. Dopo aver espresso alcune tue considerazioni sulle funeste conseguenze della guerra, esponi i motivi che hanno suggerito la realizzazione di tali monumenti e le espressioni che provi ogniqualvolta ti sei fermato davanti alle lapidi che riportano i nomi dei militari italiani deceduti in combattimento".

Non c'è paese nella nostra Nazione che non abbia il suo monumento ai caduti. Questo perché tutti gli uomini dei nostri paesi hanno risposto con orgoglio e coraggio alla "chiamata". Ogni uomo è stato e sempre sarà pronto a donare la vita per quella patria tanto amata.
Il monumento rappresenta quindi la memoria delle grandi guerre, la memoria di tante lacrime versate per coloro che non sono più tornati. La guerra porta sofferenza, dolore e pena nei cuori delle donne rimaste sole a crescere la famiglia: su di loro grava tutto il peso dei fîgli e del lavoro nei campi.
La sera, stanche, con il rosario fra le mani pregano ad alta voce e affidano i loro cari alla Mamma celeste:
"Madonnina cara, tu che leggi nei nostri cuori e conosci le nostre pene, veglia su quei soldati che, con tanto coraggio e amore, combattono per la patria, allontana da loro l'ombra funesta della morte; fa che presto questa orrenda guerra finisca, che la nostra bandiera tricolore sventoli vittoriosa e riporti a casa sani e salvi tutti i nostri combattenti”.
Ma le lunghe giornate passano senza avere notizie e l’angoscia cresce nei loro cuori, assottigliando il filo della speranza che diventa sempre più sottile, fino a spezzarsi inesorabilmente.
Quando le notizie giungono funeste e dolorose, oltre al dolore c'è la fame, il freddo, il terrore... i soldati tedeschi che, senza alcuna pietà, minacciano, ordinano, uccidono. Poi finalmente arriva la notizia tanto attesa: la fine della guerra. Gioia, incredulità, bandiere tricolori sventolano senza più timore, con orgoglio, ma anche con tanta pena per quelli che non sono più tornati. Ed è proprio grazie a loro
che tutto si è compiuto.
Poi, pian piano, si ritorna a vivere, a ricostruire, a cercare di spazzare via, insieme alle macerie, anni di barbarie e di soprusi. Perché il sacrificio di tante vite per la libertà degli altri non venga dimenticato, in ogni paese, in ogni città sono stati costruiti i monumenti ai caduti; essi svettano alti e fieri al centro di ogni piazza, con i loro nomi scolpiti nel marmo, cosi che tutti, passando, possano leggerli e stabilire con loro un contatto, un legame... ringraziarli.
Tutti noi abbiamo un grosso debito di infînita riconoscenza verso questi soldati, e solo conservando la libertà che ci hanno donato, sacrificando la vita, renderemo loro il giusto merito.

PERSIA Claudia
Classe 5^
Scuola Primaria “R. Ripamdelli” di Civitella Roveto
Circolo Didattico di Civitella Roveto

2° Premio

“Riferite quanto sapete sull’inquinamento atmosferico ed esponete come tutti possiamo contribuire al risanamento dell’ambiente in cui viviamo”

L'inquinamento ambientale è il risultato dei trascorsi e del presente di ciò che l'uomo ha fatto e continua a fare al nostro pianeta senza rispettare il naturale corso delle cose, la terra stanca di difendersi dagli attacchi che l'uomo gli infligge ogni giorno sembra essersi rassegnata alla propria fine.
Ciò che noi emettiamo nell'aria, nell'acqua, nel suolo, non hanno fatto altro che provocare il famoso buco dell'ozono e il conseguente effetto serra del quale tutti parlano con toni alti ma nessuno dice cosa veramente si può fare.
Se ci guardiamo indietro vediamo che le cose ai tempi dei nostri nonni o bisnonni non erano veramente cosi, perché usavano carri, biciclette, cavalli per i loro spostamenti, poi è arrivato il treno e anche le prime automobili e moto, così l'uomo ha incominciato ad usare mezzi che gli permettevano di muoversi più velocemente per via terra, poi per via mare con navi sempre più veloci, per aria con aerei che lasciano scie di fumo che si vedono solcare il cielo ad occhio nudo.
Ma l'uomo non si é fermato, ha causato danni gravi al suolo abbandonando in discariche abusive o non funzionanti rifiuti non biodegradabili che hanno danneggiato il terreno con la distruzione in alcuni casi anche della vegetazione.
Questo viene chiamato inquinamento del suolo.
L'inquinamento atmosferico è causato in gran parte dai gas che vengono prodotti nelle nostre città, dalle auto, da tutti quei prodotti che contengono gas artificiali
(cfc) cloro, fluoro, carburi, dagli impianti di riscaldamento, alle industrie e alla nebbia: ciò causa una nube nera detta smog che noi tutti respiriamo con notevoli danni per la nostra salute, vi sono poi le piogge acide che causano danni alla vegetazione, provocano la morte degli animali, danni alla nostre pelle e alle piante che ci circondano.
L' acqua grande risorsa dell'uomo non è stata risparmiata da tutto ciò, infatti i rifiuti organici dell'uomo e degli animali, i fertilizzanti, i diserbanti, i prodotti chimici delle fabbriche e infine le infiltrazioni delle discariche con i loro rifiuti, vanno ad inquinare sia la superficie (fiumi, laghi, mare) sia sottoterra (falde acquifere) , provocando così l'inquinamento dell' acqua a danno di tutti gli esseri viventi sulla terra nessuno escluso.
Dobbiamo quindi pensare al futuro, cercando nuove soluzioni che proteggano il pianeta e tutti gli esseri viventi, e 1' uomo attraverso l'uso di energie rinnovabili come l'acqua, sole e vento, doni naturali e sfruttabili a suo favore, può ristabilire l'equilibrio naturale delle cose, aumentando tutto ciò del 25% nella media mondiale potrebbe anche se a fatica ristabilire parte dell' equilibrio naturale delle cose, ma due potenti nazioni quali Cina e America sembrano non voler aderire al Protocollo di Kioto dove si stabiliscono regole per il ripristino ambientale.
Nel nostro quotidiano possiamo aiutare questo nostro pianeta cercando di usare meno l'automobile, gli spray per la casa e per la persona, fare a casa la raccolta differenziata dei propri rifiuti, usare correttamente l'energia elettrica, avere dei pannelli solari e elettrodomestici fascia A per il risparmio energetico.
Tutti noi potremmo così contribuire a salvare lo strato di ozono "il gas" che si trova tra i 15 e i 40 chilometri di altitudine e protegge l'ambiente e l'uomo dai raggi ultravioletti (UV) che altrimenti continuerebbero ad essere dannosi per 1' uomo e la natura tutta.
Io, come membro di questa comunità, cerco di contribuire al risanamento dell'ambiente insieme alla mia famiglia, usando quanto si può la bicicletta, accendendo lo stretto indispensabile la luce e il computer o altri giochi elettronici, uso l'acqua calda solo quando faccio la doccia e non ogni volta che mi lavo le mani, la mia casa é fornita di elettrodomestici di categoria "A++" che vengono usati solo la sera per favorire il risparmio energetico, i vetri sono termici e doppi per mantenere il calore all'interno, il tetto è provvisto di pannelli che trattengono il calore spingendolo a terra, facciamo la raccolta differenziata, cerco insomma di aiutare il pianeta a venire fuori dal suo buco nero, ma spero con tutto il cuore che i potenti della terra come dice la mia mamma si ravvedano e capiscano che per i popoli che verranno per le generazioni future non ci sarà di che andare fieri visto quello che troveranno grazie alla loro sete di supremazia sulla natura.
La natura è un bene di tutti e non di uno.
Questa è una frase che ho letto su un mensile scientifico che legge il mio papa.
Quindi abbiamo imparato che non dobbiamo abusare del nostro pianeta e delle sue risorse.


BARTOLUCCI Gianpiero
Classe 5^ B
Scuola Primaria “Don Bosco” – Avezzano
Circolo Didattico “Giovanni XXIII” – Avezzano

3° Premio

"Dalle più grandi città ai più piccoli paesi non vi è Comune d'Italia che non abbia eretto un monumento ai caduti in guerra. Dopo aver espresso alcune tue considerazioni sulle funeste conseguenze della guerra, esponi i motivi che hanno suggerito la realizzazione di tali monumenti e le espressioni che provi ogniqualvolta ti sei fermato davanti alle lapidi che riportano i nomi dei militari italiani deceduti in combattimento".

Nei pressi di ogni piccola o grande città troviamo dei Monumenti innalzati in onore ai Caduti delle guerre mondiali.
Nel 1921 fu presentato alla Camera Italiana un disegno di legge che poi venne approvato e diede il via all’opera di costruzione di questi "luoghi della memoria".
Da allora molti monumenti sono stati eretti uno dei quali a Roma il 4 novembre 1921 il “Milite Ignoto" posto sull' Altare della patria. Al Milite Ignoto fu concessa la medaglia d' oro con questa motivazione: "Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigo il suo coraggio nelle più cruenti battaglie e cadde combattendo senz' altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria".
Non solo in Italia ma anche all'estero, molti sono i cimiteri che raccolgono le spoglie dei nostri Caduti in terre lontane.
Redipuglia è il più grande Sacrario Militare Italiano, venne inaugurato nel 1938 e costituisce le salme di 100.000 Caduti della Grande Guerra. L'opera fu realizzata sulle pendici del Monte Sei Busi e si presenta come uno schieramento militare con alla base la tomba del Duca D'Aosta, Comandante della III Armata, che fa da ala a quelle dei generali. Seguono disposte su ventidue gradoni le salme dei Caduti identificati, poi nell’ultimo gradone, in due grandi tombe comuni ai lati della cappella, riposano le salme dei Caduti Ignoti. Il 10 dicembre 1967 fu inaugurato il Sacrario Militare dei Caduti d' oltre mare, nella periferia di Bari. La struttura semplice e sobria costituisce le spoglie di oltre 70.000 italiani Caduti in terra straniera. Un altro Sacrario sorge al km 120 della litoranea Alessandria d'Egitto su
Un’ ampia zona di terreno collinoso ed ha il nome di "Tel El Alamein” che significa "La collina delle vette gemelle". Anche nella nostra cittadina vi è un monumento in ricordo dei Caduti e si trova a Piazza Torlonia.
Effettivamente, le conoscenze che possiedo per quanto riguarda le guerre avvenute, non sono molte. Per poter parlare delle cause che hanno fatto sì che si scontrassero in battaglia milioni di persone, so soltanto che per ricordare questi grandi diciamo così "eroi” che infine, a pensarci bene, sono esseri umani come noi. Sono stati creati addirittura interi muri dove sopra ci sono stati scalfiti i loro nomi. Sicuramente, trovarsi davanti a tali monumenti, fa un effetto stranissimo, perché se ci fermiamo soltanto un momento a pensare a tutto ciò che hanno fatto queste persone per far sicché noi oggi siamo qui, e abbiamo la possibilità di stare all'interno di case, con tutte le nostre comodità e soprattutto con le persone alle quali noi vogliamo bene, non c'è altro da fare che ringraziarli, perché ci hanno dato la possibilità di vivere serenamente la nostra vita.

CARISCIA Vanessa
Classe 5^ C
Scuola Don Bosco - Avezzano
Circolo Didattico “Giovanni XXIII” - Avezzano


4° Premio

"Dalle più grandi città ai più piccoli paesi non vi è Comune d'Italia che non abbia eretto un monumento ai caduti in guerra. Dopo aver espresso alcune tue considerazioni sulle funeste conseguenze della guerra, esponi i motivi che hanno suggerito la realizzazione di tali monumenti e le espressioni che provi ogniqualvolta ti sei fermato davanti alle lapidi che riportano i nomi dei militari italiani deceduti in combattimento".

Quando da piccola mi recavo a piazza Torlonia per giocare, guardavo incuriosita un monumento posto su un piedistallo di pietra sui cui lati c’erano delle lapidi con incisi dei nomi.
Chiedendo chiarimenti ai miei genitori ho saputo che il monumento rappresenta i soldati morti in guerra che hanno sacrificato la loro vita per noi e di cui non si sono ritrovati i corpi, perciò il monumento si chiama “Milite Ignoto".
So anche che ogni città, ogni paese, anche il più piccolo, ha voluto innalzare un monumento per ricordare i propri morti in guerra e commemorarli con cerimonie, come quella del 4 novembre.
Io penso che abbiano fatto molto bene a edificare questi monumenti che ci ricordano i soldati che sono morti per la Patria ed è giusto che noi li ricordiamo e capiamo che il loro grande sacrificio ci ha donato la libertà.
Credo che se mi fossi trovata tra questi coraggiosissimi uomini avrei continuato a combattere fino a raggiungere l’esito desiderato.
Pensando ai monumenti ai Caduti, una storia che mi ha colpito molto è quella dei soldati morti durante la prima guerra mondiale che non poterono essere riconosciuti. Al termine della guerra, per poterli ricordare ed onorare, furono raccolte dalle varie zone di combattimento 11 salme di soldati non identificati, e furono esposte nella basilica di Aquileia in provincia di Udine.
Fra queste bare la madre di un caduto ignoto ne scelse una, e l'accompagnò fino a Roma, su una "tradotta". Durante il viaggio, il treno si fermò nelle varie stazioni dove le autorità ed il popolo tributarono onoranze alla salma del Caduto. Giunta a
Roma la bara fu tumulata con una solenne cerimonia nel maestoso monumento al Milite Ignoto che è l'Altare della Patria.
Durante il secolo scorso ci sono state due guerre mondiali: nella prima noi Italiani abbiamo combattuto e vinto contro gli Austriaci; nella seconda eravamo alleati con i Tedeschi e con i Giapponesi e, dopo una guerra e una sconfitta disastrose, c'è stato l’armistizio.
Per quanto ne so, anche grazie ai racconti di mio nonno Checco, i militari venivano chiamati fin dai 16 - 17 anni, loro malgrado, e venivano addestrati all'uso dei fucili ed altre armi. Questi uomini lottarono per la loro Patria e molti di loro morirono.
Fra questi combattenti c'era anche mio nonno, che durante la guerra fu catturato e fatto prigioniero dal Tedeschi. Egli mi raccontava che nel campo di prigionia il suo pasto spesso consisteva in bucce di patate e un po’ d'acqua per tutto il giorno.
Attraverso i suoi ricordi ho potuto capire quanto fosse doloroso essere prigioniero e vedere molti compagni morire. Mio nonno, inoltre, mi diceva che nel campo di prigionia soffriva molto perché sentiva tanta nostalgia della sua famiglia ed era profondamente triste, anche perché lì le persone venivano trattate quasi come animali. Egli pensava che per sopravvivere doveva sperare: infatti è sopravvissuto. Ma non tutti sono stati fortunati e molti suoi compagni sono morti. Alcuni di loro, purtroppo non sono mai stati ritrovati e in loro memoria sono stati innalzati dei monumenti.
Tutti noi non dobbiamo mai dimenticare il grande sacrificio che questi uomini hanno reso alla Patria dando la loro vita, e li dobbiamo sempre ricordare con rispetto e riconscenza.
In conclusione posso dire che nella mia mente viene spontaneo il confronto tra la vita spensierata dei giovani di oggi e quella dei loro coetanei che partivano per la guerra. Ed è anche per questo che, secondo me, i monumenti al Milite Ignoto sono molto importanti perché e un po’ come se stessero lì a ricordarci che è anche grazie al sacrificio e alla generosità di questi uomini che i bambini come me possono avere un'infanzia serena in un paese libero e senza guerre.

SILVIJ Camilla
Classe 5^ A
Scuola Primaria “Carlo Collodi” - Avezzano
Circolo Didattico “Carlo Collodi” - Avezzano


5° Premio

"Dalle più grandi città ai più piccoli paesi non vi è Comune d'Italia che non abbia eretto un monumento ai caduti in guerra. Dopo aver espresso alcune tue considerazioni sulle funeste conseguenze della guerra, esponi i motivi che hanno suggerito la realizzazione di tali monumenti e le espressioni che provi ogniqualvolta ti sei fermato davanti alle lapidi che riportano i nomi dei militari italiani deceduti in combattimento".

La guerra porta soltanto violenza, morte, odio. La guerra uccide anche gli innocenti. Quelli che rimangono sono molto tristi e raccontano agli altri ciò che hanno sofferto, per ricordare chi non c'è più e per avvertire tutti affinché non rifacciano più guerre.
Ho visto un monumento ai caduti, che si trova al centro del paese di Forme di Massa d'Albe: è una piccola piramide a base quadrata, costruita quando la mia mamma era piccola, con in cima una sfera e con quattro lapidi ai lati; sul lato anteriore si trova un bassorilievo in bronzo con un elmetto e due fucili e la scritta "Ai caduti di tutte le guerre". Le altre lapidi riportano i nomi dei soldati morti nella prima e nella seconda guerra mondiale; tra questi c'è il nome di un mio prozio che morì nel primo conflitto lasciando la moglie e tre piccoli figli; quando ci penso mi sento molto triste perché immagino come si saranno sentiti abbandonati quei bambini senza il loro papà. Davanti al monumento, una lampada accesa vuole dimostrare che il ricordo è sempre vivo.
Ad Avezzano, vicino casa mia c'è un altro monumento ai caduti e precisamente agli alpini che hanno dato la vita per la patria: il cippo ha in cima una scultura che raffigura una grande aquila, simbolo della montagna e degli alpini. Una volta mio padre mi ha invitato a fermarmi per un po’ davanti al monumento e a fare attenzione; allora mi è sembrato quasi che intorno si facesse silenzio e che il soffio del vento diventasse più forte, come stando in montagna.
"Grazie, alpini figli di questa terra, per l'esempio di coraggio e amore per la Patria. Col vostro sacrificio adesso abbiamo un paese bello e libero”.
Questo è un pensiero che mi viene spontaneo guardando il monumento e che voglio dire in questo testo.

ALESSANDRINI Richard
Classe 5^ A
Scuola Primaria “Don Bosco” – Avezzano
Circolo Didattico “Giovanni XXIII” - Avezzano


6° Premio

“Riferite quanto sapete sull’inquinamento atmosferico ed esponete come tutti possiamo contribuire al risanamento dell’ambiente in cui viviamo”

Il tema dell’inquinamento dovrebbe essere uno dei problemi maggiormente trattati e tenuti in considerazione dal governo e dal popolo. Molto spesso noi pensiamo che questo argomento non ci riguarda da vicino e ci concentriamo su altri aspetti, dimenticandoci che la terra è la nostra fonte di vita e non rispettarla significa fare del male a noi stessi. L’ecologia dovrebbe essere trattata nella politica di qualsiasi partito. Le leggi presenti dovrebbero essere fatte rispettare con maggiore severità, con multe salate per chi le infrange. Esistono varie forme di inquinamento, tra esse quello atmosferico, che è alla base di gravi conseguenze per l’ambiente. L’atmosfera della terra è costituita da tanti strati, quello più esterno si chiama ozono, esso è molto importante perché rende costante la temperatura terrestre. A causa di molti prodotti che usiamo e che contengono gas nocivi, questa protezione è stata danneggiata e si è formato un vero e proprio buco. Questo ha provocato il cosiddetto “effetto serra” che consiste nel surriscaldamento della terra, che non è più protetta dai raggi ultravioletti del sole. Essi sono nocivi per il nostro corpo e causano gravi malattie come il tumore della pelle. L’aumento della temperatura sta provocando lo scioglimento dei ghiacciai. È stato previsto dagli scienziati che questo porterà all’innalzamento delle acque con conseguente inondazione delle città costiere. Il cambiamento del clima, se la situazione rimane invariata, è inevitabile. Quindi si alterneranno zone desertiche e zone sommerse dalle acque. La soluzione a questo problema è di due tipi. Innanzitutto il governo dovrebbe finanziare dei modi per promuovere la cosiddetta “energia pulita” che è quella prodotta dal sole, dal vento e dall’acqua per evitare che le fabbriche che producono gas nocivi peggiorino una situazione già tanto grave. Anche gli scarichi delle macchine potrebbero essere limitati se fossero vietati i carburanti come benzina e gasolio che inquinano l’aria, progettando invece soltanto macchine a idrogeno. Anche noi nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per l’ambiente cominciando ad acquistare esclusivamente prodotti “no gas” che non contengono le sostanze nocive per l’atmosfera. Inoltre dovremmo sempre effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti che permette di riutilizzare le sostanze riciclabili. È importante evitare di inquinare l’ambiente con sostanze plastiche, perché non sono biodegradabili. Anche l’utilizzo intelligente degli elettrodomestici limita i danni dell’inquinamento. Se ognuno di noi si comportasse in questa maniera le cose andrebbero sicuramente meglio di come stanno andando, perché la terra ci fornisce tutto ciò di cui abbiamo bisogno e ci permette di sopravvivere.

DI FELICE Beatrice
Scuola Primaria Paritaria “Sacro Cuore” - Avezzano
Classe 5^ B

7° Premio

“Dalle più grandi città ai più piccoli paesi non vi è Comune d’Italia che non abbia eretto un monumento ai Caduti in guerra. Dopo aver espresso alcune tue considerazioni sulle funeste conseguenze della guerra, esponi i motivi che hanno suggerito la realizzazione di tali Monumenti e le espressioni che provi ogniqualvolta ti sei fermato davanti alle lapidi che riportano i nomi dei militari italiani deceduti in combattimento”

In tutte le città del mondo, piccole o grandi che siano, si trovano sculture dedicate ai caduti in guerra. Il ricordo di questi eroi e martiri è particolarmente importante per tutti noi in quanto senza il loro sacrificio non ci sarebbe stata oggi in Europa una vita così tranquilla e serena così come non esiste purtroppo in altri Paesi. Anche nella mia cittadina, Avezzano, c’è un monumento ai Caduti. Si trova immerso nel verde di un parco di fronte al Municipio della città. La sua base in pietra riporta una lunga lista di nomi di deceduti durante la seconda guerra mondiale. Sulla base è stata montata una statua in ferro che rappresenta qualcosa di simbolico: un angelo che alza al cielo uno scudo e un pugnale. Per me l’angelo sta a rappresentare quegli uomini morti innocentemente per mano della guerra quindi diventati degli angeli contro ogni tipo di combattimento e il gesto delle braccia alzate significa la vittoria: il ritorno della pace. Ogni guerra, dalla più antica alla più recente, è dovuta all’egoismo dell’uomo che non riesce a convivere con uomini aventi differenze etniche e religiose. La guerra però nasce anche dalle disparità esistenti tra le classi sociali e dagli interessi economici di alcuni popoli che vogliono prevalere su altri. Alcuni uomini compiono azioni incomprensibili: si fanno esplodere per uccidere gli altri, si fanno pagare per seminare morte dappertutto. Purtroppo le conseguenze della guerra sono terribili. Dalle città distrutte, desolate, ai carri armati, alle bombe e alle mitragliatrici che uccidono freddamente. Molti bambini rimangono orfani con gravi ferite fisiche e psicologiche. Opere artistiche e naturali vengono distrutte per sempre. Tutto questo per me è orribile! L’uomo che distrugge le sue stesse opere e i suoi simili: è una crudeltà! Quindi quei soldati che sono morti e si sacrificano ancora per la propria Patria devono essere ricordati per sempre con adeguati monumenti. Insieme a loro però non deve essere scordata neanche la guerra: bisogna riflettere su questo male e rendersi conto della gravità della cosa. Spesso, giocando nel parco, mi sono fermato davanti al monumento. Tutte le volte da allegro sono diventato serio in volto. Solo provando ad immaginare di essere coinvolto in una guerra mi sento triste e mi vengono i brividi. Per questo ammiro le azioni di quei coraggiosi militari e ogni volta che penso al monumento mi esplode nel corpo una voglia matta di compiere grandi imprese.

MARTINI Mauro
Classe 5^ B
Scuola Primaria “C. Collodi”
2° Circolo Didattico di Avezzano

domenica 24 giugno:24 giugno 2007 : Domenica 24 giugno si è svolta in Tagliacozzo (Località “Marsia”) la 23^ Gara di Orientamento di UNUCI-Avezzano, dedicata alla memoria del “Ten. Giuseppe MORGA”, che ha visto una massiccia partecipazione di ufficiali in congedo, Amici UNUCI e familiari. La gara è stata diretta e organizzata dal Maggiore Enrico Maddalena. Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti il presidente di sezione Cap. Floriano Maddalena, che ha ricordato la figura del compianto Ten. Giuseppe Morga al quale è stata da anni è stata dedicata la gara, il Vicecomandante del Comando Regione Esercito “Abruzzo” Colonnello Giuseppe FINANZA che ha sottolineato la necessità che ufficiali in servizio e in congedo siano in stretto contatto nelle varie manifestazioni e il Maggiore Enrico Maddalena che ha illustrato le operazioni di gara.

Ecco l’elenco degli orientisti premiati :


CATEGORIA SOCI ORDINARI:


1° A.U. STORNELLI Lorenzo al quale è stato consegnato definitivamente il 2° Trofeo Triennale “Ten. Giuseppe Morga”, donato dalla famiglia dell’ufficiale scomparso (tempo 43’ 06”)

2° A.U. BIANCHI Luigi con 44’ 00”

3° S.Ten. DE BERNARDINIS Enrico con 50' 15"

4° A.U. TATANGELO Cirillo con 56' 43"

5° S.Ten. PELLEGRINI Antonio con 62' 37"

6° A.U. BIANCHI Giampiero con 85' 10"

7° Ten. LANCIANI Paolo con 96’ 00”


CATEGORIA ORIENTISTI :

1° MADDALENA Riccardo con 37’ 08” (il miglior tempo in assoluto)

2° RUBINI Angela con 50’ 56”

CATEGORIA GRUPPI :

1° VISIONE Marco (n° 3 gareggianti) con 70’ 07”

2° A.U. RENIER Renato (n° 3 gareggianti) con 83’ 46”

sabato 7 luglio: Organizzata dalla Sezione UNUCI di Avezzano, si è svolta la cerimonia relativa al rientro nel locale cimitero delle spoglie del Bers. Romualdo Bozzelli, caduto in Albania nel 1941. Erano presenti alla cerimonia il Sindaco di Avezzano Capitano Medico dott. Antonio FLORIS, il comandante della Compagnia Carabinieri Capitano Michele BORRELLI, il comandante della Compagnia della Guardia di Finanza Capitano Lucio MALVESTUTO, la rappresentanza del Comando Regione Esercito d’Abruzzo, dell’Organizzazione Penitenziaria di Sulmona e del 9° Reggimento lpini di L’Aquila, la Croce Rossa Italiana, la Sezione UNUCI e le locali Associazioni combattentistiche e d’Arma e i familiari del Caduto. Ha benedetto la salma il Cappellano della Sezione UNUCI mons. Augusto BIFARETTI. Al termine della cerimonia sono intervenuti il presidente di UNUCI Avezzano Capitano Floriano MADDALENA, il Sindaco Capitano Medico dott. Antonio FLORIS e il Generale Evangelista DE BERNARDINIS (nipote del Caduto).

domenica 30 settembre 2007: Gita per San Giovanni Rotondo (S. Messa celebrata dal Cappellano mons. Augusto Bifaretti) e per San Severo. Ha accompagnato la comitiva nella visita della città il vicepresidente della locale Sezione UNUCI Ten. Giovanni De Capua. Il dott. Roberto Matteo Pasquandrea, direttore del Museo Diocesano, ha accompagnato la comitiva nella visita del Museo, della Cattedrale e di altre note chiese della città. Nel pomeriggio il Gruppo di UNUCI-Avezzano, insieme al rappresentante di UNUCI San Severo, ha deposto la corona di alloro al Monumento ai Caduti, dove ha preso la parola il Presidente di UNUCI-Avezzano Cap. Floriano Maddalena. Nella cerimonia è stata assente l’Amministrazione Civica.

4 novembre 2007: La Sezione UNUCI, in collaborazione con Assoarma-Avezzano e con l’Amministrazione Civica, ha organizzato la manifestazione relativa all’ 89° anniversario di Vittorio Veneto e alla celebrazione della giornata dell’ Unità d’Italia e delle Forze Armate. La manifestazione, che ha visto la massiccia presenza degli associati all’UNUCI, alle Associazioni combattentistiche e alle Associazioni d’Arma, del Sindaco Capitano Medico dott. Antonio Floris e di autorità civili e militari a livello locale e regionale, è iniziata con la Messa celebrata in Cattedrale da S.E. il Vescovo dei Marsi mons. Pietro Santoro. Terminata la celebrazione eucaristica, ha avuto luogo la cerimonia di intitolazione dell’area retrostante la Cattedrale in “Largo Generale Medico Virginio De Bernardinis”. Scoperta la targa stradale, il Vescovo ha impartito la benedizione. Detta denominazione è stata deliberata dall’Amministrazione Civica su proposta della Sezione UNUCI di Avezzano. ( Il Generale Medico dott. Virginio De Bernardinis, padre dell’A.U. dott. Angelo De Bernardinis e nonno del Ten. Dott. Enrico De Bernardinis, nato ad Avezzano il 29 marzo 1884 e deceduto il 15 maggio 1965, laureato in Medicina e Chirurgia e in Farmacia con il massimo dei voti, entrò da ufficiale in servizio permanente effettivo nel Corpo Sanitario dell’Esercito. Si distinse a livello nazionale e internazionale nella Sanità militare e pubblica. Conseguì la libera docenza universitaria. Fu pluridecorato al Valor Militare per il servizio prestato in guerra in Turchia, in Tripolitania, in Francia, in Albania e in Grecia. Fu direttore dell’Ospedale Militare di Livorno e dell’Ospedale Militare Celio di Roma). Il corteo ha raggiunto poi il Monumento ai Caduti di tutte le Guerre, dove è stata deposta la corona di alloro. Sono seguiti, poi, gli interventi del Presidente della Sezione UNUCI e di Assoarma Capitano Floriano Maddalena, che ha commemorato il Gen. Med. Virginio De Bernardinis, e il Sindaco della città Capitano Medico dott. Antonio Floris.

 

mercoledì 7 novembre 2007: Un nutrito gruppo di ufficiali, Amici UNUCI e familiari della Sezione UNUCI di Avezzano si è recato a Roma per una delle consuete visite culturali. Al mattino il gruppo è stato ricevuto nel palazzo municipale del Campidoglio dal Capo di Gabinetto del Sindaco dott.ssa Melone, che, accompagnata dal dott. Mario Epifani e dal comandante e vicecomandante del Nucleo di Polizia Urbana del Campidoglio, ha portato gli ospiti a visitare la sala consiliare e la sala della Giunta municipale. Dopo il rituale scambio di doni, il Capo Ufficio Stampa del Comando della Polizia Urbana dott. Massimo GRO, ha accompagnato il gruppo marsicano a visitare i vari locali del Comando Generale dei Vigili, fra i quali l’interessante sala operativa. Nel pomeriggio è seguita la visita del “Museo delle Auto della Polizia” in zona EUR.

sabato 10 novembre: S.Messa in suffragio dei defunti, alle ore 17 (“Spirito Santo”)

giovedì 13 dicembre: Conferenza sul tema “L’inizio della fine di un Impero - I moti ungheresi del 1956” tenuta dal S.Ten. dott. Femio Clementi nell’auditorio dell’Agenzia Regionale per la Promozione Culturale (il comandante della Compagnia Carabinieri Capitano Michele Borrelli, presenti ufficiali in congedo e Amici UNUCI, associati alle Associazioni combattentistiche e d’Arma)

domenica 16 dicembre: incontro prenatalizio. - ore 11.30: S.Messa celebrata da mons. Augusto Bifaretti nella chiesa dello Spirito Santo - ore 13: conviviale prenatalizia. Hanno partecipato 120 commensali. Fra le autorità intervenute: il vicepresidente nazionale UNUCI Generale C.A. Pietro SOLAINI, il sindaco Capitano Medico dott. Antonio Floris e il Generale Br. Leonardo PRIZZI (comandante del Comando Regione Militare Esercito “Abruzzo”).

giovedì 20 dicembre: incontro della Sezione UNUCI e delle Associazioni d’Arma, nei propri locali, con il Consigliere Comunale avv. Alfredo IACONE, del Comandante della Compagnia Carabinieri Capitano Michele Borrelli, del Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza Capitano Lucio Malvestito, del Comandante del Distaccamento di Polizia Stradale Sost.Comm. Orante Pisotta e del Comandante della Polizia Penitenziaria.